Carlazzo e dintorni
Carlazzo
è un piccolo centro della Val Menaggio, situato a 481 m di altitudine, immerso nel verde delle pendici sud-occidentali del Monte Pidaggia.
Il Lago di Piano rientra quasi interamente nei confini comunali del paese. Rispetto ai comuni limitrofi, il territorio di Carlazzo è, infatti, molto esteso e comprende anche la Piana di Porlezza, i centri di Gottro e di San Pietro Sovera e la frazione di Bilate, dove oggi si trovano solo poche stalle.
Il suo nome deriva da un toponimo romano che significa "Castrum ratii", cioè castello di fuoco, ad indicare che il paese fu sede di una torre per segnalazioni.
Fu possesso degli arcivescovi di Milano e nel 1240 passò sotto la giurisdizione di Como, in quanto appartenente alla Pieve di Porlezza, di cui seguì le vicissitudini politiche come altri centri della valle.
Oggi il territorio di Carlazzo vive essenzialmente di turismo, soprattutto nella stagione estiva. Sviluppati sono anche l#apice#agricoltura, che produce mais e foraggio, e l#apice#allevamento di bovini. Parte della mano d#apice#opera locale è assorbita anche da alcuni stabilimenti tessili.
Da visitare:
I resti del castello
Il castello di Carlazzo o Castel San Pietro si trova sulla collina nei pressi del Lago di Piano. Fu edificato in un luogo strategico, situato all#apice#imbocco delle strade che conducono in Val Cavargna e in Val di Rezzo. Era costituito da una cerchia di mura con torri e porte d#apice#ingresso, che racchiudevano la zona più alta del paese, che fungeva a sua volta da rifugio in caso d’attacco esterno.
Oggi si conservano i resti delle mura, una casa torre con sottopassaggio e alcune case arroccate. La rocca subì numerosi attacchi durante la guerra decennale tra Como e Milano (1118-1127) e ciò che è sopravvissuto lo deve alla possenza dell#apice#edificio.
Parrocchia di San Giorgio frazione Gottro
Quest’edificio, di piccole dimensioni, risale al XII secolo ed è di chiaro stampo romanico. Al suo fianco si eleva un campanile, sempre in stile romanico, che si pensa risalga all#apice#XI secolo. L#apice#oratorio, ad unica navata, fu probabilmente sopraelevato nel XV secolo, come dimostrano i resti di decorazione ad archetti intrecciati di cotto, posti alla sommità delle pareti.
Nell#apice#abside è visibile un affresco, databile al XV secolo, raffigurante Cristo Pantocratore circondato dai quattro Evangelisti, dalla Madonna e da San Giovanni Battista. L#apice#opera è stata attribuita ai fratelli Cristoforo e Niccolò da Seregno.
Parrocchia di Santo Stefano frazione Gottro
Al suo interno si trovano gli schienali del coro ligneo di Carlo Belleni, curato di Gottro alla metà del XVII secolo, famoso come precursore dell#apice#arte della scagliola, la cosiddetta arte povera lombarda.
La Pretura frazione Bilate
È un edificio risalente alla seconda metà del Cinquecento e che, per gli abitanti del luogo, doveva avere la funzione di prigione. La facciata principale porta l#apice#impronta di una porta ad arco che è stata murata e sulla quale è collocato un affresco che raffigura la Trinità. Sulla parete nord, sempre ad affresco, è raffigurata Maria Vergine seduta su un trono, eseguito utilizzando solo le tonalità del rosso. Sulla parete sud si trova l#apice#affresco più originale: si tratta di un#apice#opera di notevoli dimensioni (2,18 m x 2,54 m), che riproduce il paladino Orlando, il cui nome è scritto in caratteri gotici a fianco della sua figura, impegnato in un duello. Poco distante è raffigurata una sagoma femminile che, probabilmente, impersona Angelica. È questo l#apice#unico dipinto con soggetto cavalleresco che si trova nella zona del Lario