Ville e Giardini di Bellaggio
BELLAGIO
MUSEO DEGLI STRUMENTI DI NAVIGAZIONE
Piazza Don Miotti - Località San Giovanni
Tel:031.950309 - 031.950204 (IAT Bellagio)
Fax: 031.950204
Sito: www.bellagiomuseo.com
E-mail: info@bellagiomuseo.com
Museo
Orario:
Apertura per Pasqua e dal 1 Maggio al 31 Ottobre 10.00 - 13.00 e 16.30 - 19.30
Lunedì Chiuso
VILLA GIULIA
Villa
Fu fatta costruire alla fine del 700 in stile neoclassico dal conte Pietro Venini che la dedicò alla moglie e le diede il suo nome. La visuale dei due laghi che oggi si gode dalla villa fu ottenuta attraverso lavori ciclopici, così descritti da Giovan Battista Giovio: (si spezzaron scogli, si alzarono valli, si appianarono dorsi di colline) Nel parco, un#apice# ampia gradinata circondata da giardini pensili ricchi di alberi da frutta conduceva ad un piccolo porto e ad un giardino di alberi d#apice#alto fusto. Nell#apice#800 il parco fu arricchito con statue, fontane, piante esotiche e il viale principale fu costeggiato da cipressi e magnolie. Mentre sul retro della villa un altro grande viale era circondato da vigneti e da alberi di limone. Villa Giulia passò molte proprietà. Dopo i Conti Venini fu di Leopoldo I, Re del Belgio e successivamente del Principe delle Piandre. Nella seconda metà dell#apice#800 fu trasformata in albergo e poi acquistata dal conte Blome de Boul Schenenstein che ampliò ulteriormente il parco. In questo secolo è stata di proprietà del barone polacco Gay e del nobile romeno Enrico Kirakirschen. Oggi appartiene alla famiglia Bonecchi.
VILLA MELZI
Via Melzi d#apice#Eril
Tel:339.6446830 - 031.950204 (IAT Bellagio)
Fax: 031.950204
Villa
Orario:
Apertura da fine Marzo ad Ottobre dalle 9.00 alle 18.30
Sorge proprio sulla riva del lago. Fu costruita tra il 1808 e il 1813 su progetto dell#apice#architetto Giocondo Albertolli per Francesco Melzi d#apice#Eril, vice presidente della Repubblica Cisalpina, poi Gran Cancelliere del Regno Italico e amico di Napoleone che gli conferì il titolo di Duca di Lodi. La villa, di rigorose linee neoclassiche, è circondata da uno splendido parco che costituisce il primo esempio lariano di giardino all#apice#inglese. Il parco venne realizzato tra il 1811 e il 1815 dal Canonica e dal Villoresi che, per aumentare la sensazione di grandezza ed esaltare alcune prospettive, realizzarono opere colossali livellando terreni o alzando piccoli colli. Anche la distribuzione della vegetazione, apparentemente naturale, fu il frutto di lunghi studi per accrescere l#apice#illusione ottica di sfondi e lontananze. Tra le piante che adornano il parco vi è una colossale magnolia grandiflora, un enorme gruppo di camelie e molte piante tropicali. La cappella è ombreggiata da una sequoia semper virens. Nel parco sono stati trasferiti anche alcuni portali e colonnati provenienti dall#apice#Antico Lazzaretto di Milano, eseguito da Lazzaro Palazzi nel XV secolo. Davanti alla Kaffehaus, insolito chiosco di stile moresco, si trova la statua di Dante e Beatrice, opera del Comolli, che ispirò a Listz la "Sonata fantasia dopo la lettura di Dante". Attorno a un laghetto artificiale, conosciuto come laghetto giapponese, crescono cedri giapponesi, aceri e alberi della canfora, in un insieme di grande suggestione. Tra gli ospiti illustri di questa villa: Napoleone, Eugenio Beauharnais, Francesco Giuseppe e Ferdinando d#apice#Austria, Umberto e Margherita di Savoia. L#apice#attuale proprietario è il Duca Gallarati Scotti, che apre il parco ai visitatori da aprile a ottobre tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.30.
VILLA SERBELLONI
Via Garibaldi, 8
Tel:031.951555
Fax: 031.951555
E-mail: promobellagio@virgilio.it
Villa
Orario:
Apertura da Aprile ad inizio Novembre dalle 11.00 alle 16.00 (escluso lunedì)
Per gruppi aperta solo nei feriali su prenotazione
Fu costruita nel #apice#400 da Marchesino Stanga, ricostruita nel #apice#500 dalla famiglia Sfondrati (infatti si chiamava "la Sfondrata"), passò alla fine del #apice#700 ai duchi Serbelloni che lasciarono intatta la costruzione, ma ristrutturarono, ampliandolo, il parco. Si dice che il Duca Alessandro spese nei lavori di rifacimento 1.800.000 lire, in un#apice#epoca in cui la paga di un operaio era di 80 centesimi al giorno. Il parco si sviluppa sulla parte alta del promontorio di Bellagio e al suo interno si snodano oltre 18 km di viali e sentieri che permettono di ammirare la grande quantità di piante, anche rare ed esotiche, che crescono nei giardini e nelle terrazze digradanti verso il lago. Nella sua storia la villa ospitò una quantità impressionante di personaggi illustri: da Leonardo da Vinci all#apice#imperatore Massimiliano I, a Ludovico il Moro, a Bianca Maria Sforza, al Cardinale Borromeo. In epoca più recente Pellico, Maroncelli, l#apice#Imperatore Francesco I, gli Arciduchi di Parma, la Regina Vittoria, il Kaiser Guglielmo, il Re Lamberto I, il primo ministro Agostino Depretis e poi scrittori e poeti: Manzoni, Grossi, Pindemonte e Parini, che vi trascorse lunghi periodi come precettore dei figli del duca. Gustave Flaubert, nel 1845, nelle sue note di viaggio parlò di Villa Serbelloni e disse: "... uno spettacolo fatto per il piacere degli occhi...Qui si vorrebbe vivere e qui morire". Oggi Villa Serbelloni appartiene alla Fondazione Rockfeller che vi ospita artisti e scienziati di tutto il mondo in soggiorni di quattro settimane per vivere e lavorare in un#apice#atmosfera di tranquillità assoluta. Molte opere di importanza mondiale sono state composte e realizzate grazie a queste borse di studio. Le visite al giardino della villa, della durata di circa 1 ora e 30 minuti (da aprile ad ottobre) si effettuano tutti i giorni escluso il lunedì alle ore 11.00 ed alle ore 16.00.
VILLA TRIVULZIO
Villa
Fu costruita in riva al lago dal conte Paolo Taverna nella seconda metà del #apice#700. La proprietà fu poi ceduta alla famiglia Poldi Pezzoli che l#apice#ampliò e ristrutturò il giardino, originariamente all#apice#italiana, creando uno splendido parco all#apice#inglese su progetto dell#apice#architetto Giuseppe Balzaretto. Nella parte superiore del giardino il Balzaretto costruì anche il Mausoleo Gonzaga, voluto da Giacomo Poldi Pezzoli. Il parco della villa comprende anche la chiesa romanica di Santa Maria di Loppia, restaurata dagli attuali proprietari, i conti Gerli. Altre stupende ville si trovano nelle immediate vicinanze di Bellagio e sono raggiungibili con un breve tragitto in auto o, meglio, con una gita in battello.
VILLA TROTTI
Villa
Il marchese Ludovico Trotti acquistò nel 1752 un palazzo che la famiglia Loppio aveva costruito nel 1615, lo ingrandì e lo ristrutturò completamente trasformandolo in una villa sontuosa che rivaleggiava per bellezza con la confinante villa Ciceri. Intorno alla villa costruì un meraviglioso giardino all#apice#italiana, protetto da piante di lauro che lo riparavano dai venti del nord e ricco di cedri, agrumeti, tigli e carpini. La villa e il giardino furono completamente trasformati nell#apice#800 da un omonimo pronipote Ludovico che, di ritorno da un lungo viaggio in oriente, rifece l#apice#esterno del palazzo con decorazioni in stile "moresco" molto apprezzate e imitate in molte altre ville sul lago. Anche il giardino fu trasformato e ampliato e fu utilizzato un tratto del torrente Perlo per costruire un giardino acquatico su imitazione di quelli tropicali. Vi si trovavano canne da zucchero, canfora, bambù, palmizi e piante rare provenienti dalla Cina, dal Giappone e dalla Corea. Purtroppo il singolarissimo parco fu danneggiato da un#apice#alluvione e da un lungo periodo d#apice#abbandono. La villa passò poi nelle mani della famiglia Crivelli Serbelloni e da questi ai marchesi Malvezzi e al conte Gerli. Oggi è stata trasformata in appartamenti.
Villa
Le ville e i giardini di Bellagio sono una testimonianza eccezionale della villeggiatura aristocratica dell#apice#800. Bellagio conserva ancora quasi intatta la memoria di quell#apice#epoca splendente tutto il XIX secolo, in cui rappresentava uno dei luoghi di villeggiatura più esclusivi, più eleganti e più aristocratici d#apice#Italia. Le ville di Bellagio e della zona circostante sono infatti un esempio straordinario di architettura e di paesaggistica e un reperto fedelissimo dello stile di vita e della civiltà di una intera classe dirigente. Quasi tutte le ville hanno un impianto architettonico neoclassico, che deriva dal gusto dell#apice#epoca napoleonica. Fu infatti durante quegli anni, e per tutto l#apice#800, che nacquero moltissime delle ville che oggi vediamo e che furono ristrutturate quelle preesistenti. Nel grande cantiere di Bellagio lavorarono i migliori architetti e paesaggisti italiani. Giuseppe Balzaretto, autore dei giardini pubblici di Milano, ideò i giardini di Villa Poldi Pezzoli. Al giardino di Villa Melzi lavorarono gli architetti Canonica e Villoresi, che avevano realizzato il parco di Monza, mentre l#apice#edificio fu progettato dall#apice#architetto Albertolli, già autore di Villa dell#apice#Olmo a Como. Qui realizzarono alcune delle loro opere artisti come Giuseppe Bossi e Andrea Appiani.